Ciao a tutti!
Questo è il primo articolo in cui mi presento un po’ e illustro cosa vorrei costruire in questo spazio web!
Chi sono?
Mi chiamo Joshua Peli e sono un comune appassionato di treni.

Dal 2018 per più di un anno ho lavorato a ITALFERR come Project Engineer Assistant, con lo scopo di coordinare l’ingegneria nella progettazione delle infrastrutture ferroviare (in particolare, l’ammodernamento di linee esistenti). Attualmente lavoro come ingegnere elettrico per pannelli fotovoltaici ma un giorno vorrei rientrare nel mondo ferroviario.
Il mio sogno nel cassetto? Comprare una ferrovia o fare il Ministro dei Trasporti Ahah
Ma ora parliamo del sito. Partiamo dal nome: NILTrainweb.
Il significato di “web” è abbastanza ovvio e perciò sorvolerei su questo aspetto.
Il resto è un gioco di parole.
Sono un appassionato di ferrovie da bambino; mio padre è italiano mentre mia madre è olandese.
Iniziate a vedere il gioco di parole?
Ho preso la sigla IT di Italia e NL di Paesi Bassi e mischiati per creare NILT a cui ho attaccato “rain” per creare “Train”.
Bando alle ciance, cosa è questo sito? Quale è il suo scopo?
E’ da tanti anni che volevo creare uno spazio dove raccogliere i miei pensieri riguardo al sistema ferroviario italiano e finalmente mi sono deciso ad avviare questa “attività” (ne ho già tante altre per le mani, quindi forse è un suicidio…ma voglio quantomeno provarci!).
Per spiegarvi meglio l’origine del sito, devo per forza di cose raccontarvi alcuni brevi sprazzi della mia vita (ma sarò il più breve possibile).
La mia passione per i treni è stata come un fulmine a ciel sereno: ero in Olanda e mio padre passò con la bicicletta nei pressi di un ponte ferroviario, non lontano da dove vivevano al tempo i miei nonni olandesi. E’ da lì che ho cominciato a scoprire il mondo delle ferrovie che mi ha sempre più appassionato. Così, dal nulla!
Questa passione ha sempre influenzato le scelte della mia vita: alle superiori ho seguito l’indirizzo elettrotecnico e all’università ho proseguito con lo studio dell’ingegneria elettrica con specializzazione nella trazione ferroviaria al Politecnico di Milano.

Mi sembra importante far notare che la mia passione per le ferrovie durante la mia infanzia e adolescenza è stata coltivata per lo più in ambito olandese: era quando passavo le vacanze nei Paesi Bassi che avevo modo di andare spesso in stazione a guardare i treni, accompagnato dal mio caro nonno.
Per chi non lo sapesse, i Paesi Bassi hanno una rete ferroviaria molto fitta con tantissimi treni ed è in continuo rinnovamento di materiale rotabile e infrastrutturale e il treno è da sempre stato usato da moltissimi utenti per i più svariati motivi nell’arco dell’intera giornata. La puntualità dei treni olandesi è tra le più alte nel mondo (non so se i dati sono cambiati, ma qualche anno fa erano terzi dopo Giappone e Svizzera).
Quindi per me le ferrovie olandesi sono state per molto tempo il mio standard da cui fare valutazioni circa altri sistemi ferroviari nel mondo.
Come persona nata e cresciuta in Italia mi era da subito noto come le ferrovie italiane avessero sempre avuto problemi nella puntualità: anche se le notizie circolanti erano (e sono) molto poche, era una cosa da “cultura generale”: i treni italiani non sono puntuali!
Quando cominciai ad usare il treno notai che c’erano grossi problemi anche riguardanti gli orari, soprattutto per quanto riguarda la carenza di numero di treni e presenza di buchi di orario intollerabili (2 o 3 ore senza treno verso grandi città come Milano o Verona!).
Negli anni ho costruito un’idea sempre più concreta di come andrebbero risolti i problemi e quindi ho finalmente deciso di raccogliere tutte le mie idee, valutate con occhio critico.
Una cosa che avevo notato da subito quando esponevo le problematiche in ambito ferroviario è che la stra grande maggioranza degli appassionati di ferrovie o lavoratori nel settore in Italia non hanno – a mio parere – nessuna capacità autocritica e di analisi obiettiva: di fronte a critiche costruttive, si mettono sulla difensiva come se avessi infranto la loro integrità.
Mi ero allora rassegnato che in Italia esistessero solo persone col paraocchi: per fortuna non è così!
Casualmente un giorno capitai sul sito stagniweb e per la prima volta lessi articoli che mi facevano capire che non ero l’unico a pensarla così! Che davvero in Italia c’è gente che analizza i problemi e propone soluzioni veramente efficaci!
Poi su Telegram fui invitato nel gruppo “Cura del Ferro” dove i membri avevano bene o male lo stesso modo di vedere le cose: in Italia la ferrovia e il TPL soffrono e ciò è un grosso problema per il benessere di oggi e del futuro!
Dunque, di cosa parliamo in questo sito nello specifico?
In questo sito vorrei parlarvi delle mie riflessioni riguardanti le carenze nel sistema ferroviario attuale italiano e proporre valide soluzioni. Farò riferimento anche al funzionamento in altri Paesi (soprattutto i Paesi Bassi – perché conosco il loro servizio molto da vicino – e il Giappone, noto per il suo sistema ferroviario e di cui mi sono molto appassionato). Non mancheranno riflessioni ingegneristiche, di spesa (almeno qualitative) e l’impatto della ferrovia dal punto di vista macro-economico (PIL, stile di vita, impatto sulla mobilità…). Spesso verranno proposti interventi anche per il TPL.

Non mi vorrei soffermare troppo sul modello di treno utilizzato, se è vecchio e brutto o se è nuovo e luccicante: quello che conta è avere un’idea di infrastruttura e servizio che possano rispondere davvero alle esigenze di un Paese che vuole crescere. Stagniweb illustra molto bene alcuni concetti che vorrei riprendere qui a modo mio.
A differenza di altri siti, potrebbe scapparmi qualche critica molto diretta sulle incompetenze che affliggono il nostro Paese ma farò del mio meglio per essere il più neutrale possibile e “fingere” che non ci siano responsabili diretti: sarebbe giusto che il lettore tragga le sue conclusioni.
Il mondo ferroviario è molto legato alla politica e quindi qualche opinione su scelte politiche è necessaria ma prometto che mi impegnerò a essere pienamente oggettivo, parlando solo in merito a tale scelta positiva o negativa che sia senza però giudicare il politico e/o il partito (parliamo già troppo di politica in altri ambiti).
Detto questo, ho finalmente concluso.
Spero di non avervi annoiato e che possiate apprezzare quello che sto facendo.
Buona permanenza!
Aggiornamento 15 Dicembre 2019: mi sono trasferito in Inghilterra e sto lavorando come ingegnere per la progettazione di materiali rotabili. Yeaah!